Premessa

Sono medico e nella mia visione dela vita mi ritengo “cittadino del mondo”. In questo era tecnologica, informatica, e globale ricordo le parole di Democrito” ogni paese della terra è aperto all’uomo saggio, perché la patria dell’uomo vituoso è l’intero universo. Sono aperto all’altro  per tanti motivi: in primno luogo l’altro per nme è un fratello, è una persona a cui si deve rispetto, e inoltre perché mi sento vicno all’altro sia per la ragione che per il cuore. Nel percorso di crescita c’è la paura dell’ignoto e l’altro può rappresentare un elemento elemento di pericolo. Ma questo è da sfatare. Il percorso di ulisse è fatto di numerosi incontri e la conoscenza di sé è fondata sull’arcipelago uomo costiytuito da innumerevoli isole. L’incontro deve essere costruttivo ( può essere anche distruttivo!)  ma la costruzione si basa sulla ragione ( comprensione, accettazione) e sul cuore( fiducia ed empatia).

In via Pistoiese c’è una comunità cinese, molto attiva intraprendente, gioiosa, lavoratrice, dinamica. E io ci sono dentro. Di fronte al mio studio in Via Catalani, 10 ci sono due piccole aziende   cinesi, poi a destra c’è un’altra azienda con un dormitorio, dietro sul percorso di Via Becherini c’è una quarta  azienda cinese. Dalla mattina fino alle 23 di sera il lavoro è continuo, si sente lo sfregamento dellle loro macchine  e ogni tanto qualche voce. In via Catalani poi una volta la settimana  (e l’ho sentito l’altro giorno) passa una camioncino che vende frutta e cocomeri.  Ai cinesi piace molto il cocomero (ma anche a me non dispiace) e il venditore napoletano ha messo un altoparlante che urla la vendita in lingua cinese. E poi nel pomeriggio, 3 bambini cinesi giocano, urlano sulla strada. E io sono contento. Mi sembra di ritornare alla mia infanzia  quando anche io giocavo in strada e urlavo la gioia e il piacere di vivere  insieme. Non ho nulla contro i cinesi. Come pediatra ho più di 200 bambini cinesi  che  assisto nel mio  ambulatorio convenzionato con l’USL di Prato. Non ho nulla contro nessuna etnia. Anzi per me qualsiasi persona  “ diversa” ha una sua dignità da rispettare, un suo mondo da scoprire non solo,  ma diventa un modello per la mia visione della vita che non è solo teorica ma operativa sul campo. A 20 metri dal mio studio ci sono  5 ristoranti cinesi.  Una buona cucina ma deve migliorare. Posso dire che Via Pistoiese per me è come passeggiare in una strada di Pechino. Molto bello…..           se!

Il primo tossico

Budda individuò tre tossici che portano alla sofferenza e avvolgono di dolore l’uomo imprigionandolo nel samsara(  “l’oceano dell’esistenza”, la vita terrena, il mondo materiale). Il primo  veleno è l’ignoranza………….. L’ignoranza comporta l’accettazione dell’inganno come normalità. Via Pistoiese è un inferno. Un serpente di auto, è difficile camminare sui marciapiedi, e le strade che la ricongiungono a Via Filzi che è parallela e ad altre strade sono un via vai di mezzi meccanici e in più la strada è sporca, brutta, caotica. In questa strada c’è l’inquinamento psichico e spirituale oltre che ambientale. Per il comune di Prato Via Pistoiese con Via Filzi è una illusione ottica, al massimo una linea cartografica della mappa comunale e non una realtà sociale dove diverse comunità hanno bisogno di convivere, progredire, conoscersi. Siamo nell’ignoranza totale e abissale. Il comune di Prato è assente nel presente ed è presente nel futuro.  Non voglio ripercorrere la storia  recente e la formazione e la nascita di questa quartiere che in parte ha cambiato volto alla città. Ormai la zona  di Via Pistoiese è una realtà multietnica ed è bene che diventi un esempio ecologico del vivere globale. In parole povere deve essere trasformata in una zona pedonale completa con due fasce orarie per i commercianti; deve diventare una fioriera a cielo aperto, una passeggiata culturale, dove musica, danza e immagini riempiono la mente e svolgono un ruolo di relax e di ricchezza culturale e dove un trenino che fa il giro ripercorrendo Via Filzi e Via Pistoeise  a ciclo continuo fa divertire non solo i bambini ma può servire  anche per gli spostamenti (bar, negozi vari, rstoranti, supermercati) degli adulti.. Per sradicare l’ignoranza occorre sviluppare la “saggezza”. Ci vuole il “sapere”, il saper essere”, il “saper fare”.

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Teoria del caos

Spero che gli amministratori del comune di Prato possano ( almeno) seguire  la teoria del caos in cui lo stato di disordine, rappresenta un punto di turbolenza iniziale, da stimolare una riflessione,  perfar partire e iniziare  un  minimo cambiamento di questo stato che   può significare una storia del tutto diversa in un prossimo domani. Da un’azione svolta o non svolta, oppure svolta in modo diverso, possono nascere futuri ed eventi imprevedibili. Si può avere l’effetto farfalla:  «Il battito delle ali di una farfalla in Brasile, può provocare una tromba d’aria nel Texas». Il comune di Prato potrebbe fare una piccola scelta e questa scelta potrebbe essere straordinaria. E’ una scelta che non deve riguardare solo l’ economia e nemmeno un città sostenibile, ma un momento rivoluzionario per la comunità stessa. Non deve essere un proclama di belle parole (altisonanti e orgogliose)  ma un premio alla salute, alla ragione, al sentimento. Ognuno di noi, come cittadino, può portare il proprio contributo. Il proprio contributo può partire anche da una cicca di sigaretta o da una lattina di bibita che non vanno buttate sulla strada ma messe negli appositi contenitori.

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Cittadini del mondo

Per essere cittadini del mondo bisogna confrontarsi, parlare,  uscire dal nostro guscio. Un aiuto  lo deve dare il Comune di Prato che deve utilizzare ” via pistoiese” (e zone perimetrali), come esperienza diretta di questa trasformazione della società e che può stimolare  anche una metamorfosi interiore verso la gioia di vivere.  Non soltanto lavoro ma regole, rispetto , tolleranza, comprensione senza paura dell’altro considerato un “alieno”  terribile, minaccioso, infido, ingannevole, furbo, ipocrita, parassita, terrorista potenziale. Potrebbe essere un bel sogno che diventa momento di vita esistenziale invece che una mostruosità  persecutoria da cui scappare prima possibile per non rimanere vittime di una anarchia pseudoculturale. “Via Pistoiese” dovrebbe diventare il  ” TAO ” , la strada, la via, il cammino per una rinascita della città che non deve guardare solo allo sviluppo economico ma anche a una crescita personale dignitosa, a una solidarietà sociale, e a una buona comunicazione tra le varie etnie, in cui il rispetto della legge (diritti e doveri) è anche rispetto verso gli altri.

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti