Vomito e/o diarrea

In caso di vomito o diarrea mantenere una dieta semplice con alimenti poco elaborati e molto digeribili per alcuni giorni. Alimentare un bambino affetto da diarrea lo rende più felice e la gioia di essere accudito rende il bambino più pronto alla guarigione( si abbrevia il corso della malattia), all’opposto di ciò che capita se il bambino resta a digiuno. E’ necessario  soltanto prendere alcune precauzioni  e  fare un pò di attenzione: 

Nei primi due giorni:  bere molto, latte antidiarroico, riso, qualche bevanda zuccherata come il te deteinato o la camomilla)

Si raccomandano  poi per  altri  7-10  giorni  i seguenti alimenti

( compatibilmente con eventuali allergie o intolleranza alimentari)

 

  • carni bianche ( pollo tacchino coniglio, vitello) cotta al vapore, brodo di carne, prosciutto cotto
  • pesce ( nasello, merluzzo, sogliola ) bollito e condito con minima quantità di olio estra vergine di oliva
  • frutta fresca, spremuta, frullata o in piccoli pezzi
  • bevanda zuccherate non gassate, centrifugati, nettari e succhi di frutta ( senza eccedere)
  • pasta o riso in bianco, pane e biscotti secchi
  • yogurt, formaggi freschi e  più a basso tenore di grassi ( ricotta, robiola); il formaggio grana è ammesso in modiche quantità per insaporire i piatti; l’apporto di latte va ridotto, e non sospeso.

 

evitare in questi 7- 10  giorni  i seguenti alimenti

 

  • salumi ( prosciutto crudo,salame, pancetta, coppa)
  • formaggi a elevato contenuto in grassi ( per esempio brie, prodotti stagionati)
  • panna,condimenti,spezie, ragù di carne
  • carni rosse ( vitellone, manzo, cavallo, maiale)
  • dolci farciti, crema,biscotti elaborati
  • pesci grassi ( anguilla, salmone, tonno), sottoli, sottoaceti, crostacei e frutti di mare.

 




E’ importante:

 

  1. prevenire la disidratazione ( offrendo al bambino bevande zuccherate a temperatura ambiente e in caso di vomito, evitare che si determini ipoglicemia con formazione di acetone. L’acetone è responsabile di mal di pancia, mal di testa, crisi di pallore e favorisce il persistere del vomito.
  2. se febbre: antipiretico.

 

 Consigli terapeutici:

per la reidratazione si possono utilizzare  bustine già preparate  ( zucchero e sali minerali) e sciogliere in un pò di acqua ( in 100 cc o  in 250 cc a secondo la concentrazione dei preparati); per il vomito si può dare  qualche supposta o lo sciroppo; per l’intestino si possono  somministrare fermenti lattici e probiotico o simbiotico; in caso di acetonemia  dare qualche preparato adatto che   va sciolto in un pò di liquido. E poi alcuni accorgimenti soprattutto per i bambini che frequentano comunità ( asilo nido, scuola materna):lavarsi le mani quando si torna a casa e prima di mangiare;lavarsi i denti sempre dopo aver mangiato usando lo spazzolino personale; bere nel proprio bicchiere; se si starnutisce o si tossisce mettere sempre la mano davanti alla bocca.


approfondimento

 da: www.angelini.it


Vomitare non vuol dire necessariamente essere ammalati. Il vomito è un sintomo di uno stato di malessere o di una malattia di cui si devono cercare e capire le cause. Gli aspetti importanti da considerare sono:

    * l’età del bambino, la quantità ed il tipo di vomito
    * se oltre a vomitare il bambino ha anche la febbre, o la diarrea o dolore (“dice che gli fa male da qualche parte”)
    * il fatto che sia il primo episodio o che il bambino abbia già vomitato, anche nei giorni precedenti.

La situazione più frequente, e che non deve destare eccessiva preoccupazione, è il vomito occasionale, che si verifica in modo inatteso, senza ripetersi poco dopo, e che spesso si accompagna a diarrea e febbre. Generalmente la causa è una malattia infettiva, quindi curando l’infezione il vomito scompare. Se invece il vomito è frequente (abituale) ed interessa un lattante, è necessaria un’attenta valutazione da parte del pediatra e dei genitori. Nei bambini più grandi il vomito frequente è di solito dovuto all’eccessiva esortazione a mangiare da parte dei genitori. Il vomito è ricorrente quando dura alcune ore per 3-4 giorni e poi scompare, per poi ricominciare dopo qualche giorno. Nel periodo di vomito ricorrente il bambino ingerisce poco cibo e quindi pochi zuccheri e pochi sali minerali. Si produce quindi nell’organismo una mancanza delle riserve di zucchero e l’organismo reagisce bruciando i grassi, i cui prodotti di scarto comunemente definiti acetone vengono eliminati nelle urine (da qui la definizione che “il bambino ha l’acetone”).

Durante i periodi prolungati od episodi ricorrenti di vomito possono comparire anche dolori addominali, crisi di mal di testa, vertigini, febbre e sensazioni come il mal d’auto. Il vomito si risolve di solito rapidamente con il risolversi della situazione patologica (la malattia) che ne aveva accompagnato la comparsa. È importante far bere molto il bambino e stabilire di volta in volta l’alimentazione che più gradisce, somministrando frequentemente il cibo (semiliquido e non caldo) ed in piccole quantità. Nel caso di acetone è bene dare preferenza ad alimenti ricchi di zucchero. Se il vomito è molto frequente, o si accompagna a diarrea, può provocare disidratazione e quindi (in questo caso) è consigliabile l’utilizzo delle soluzioni reidratanti acquistabili in farmacia.

Nella maggioranza dei casi non è necessario ricorrere ai farmaci per il controllo sintomatico del vomito; anche perché tutti possono dare effetti collaterali fastidiosi, soprattutto se utilizzati per periodi prolungati. In caso di vomito occasionale ed incontrollabile, dovendo ricorrere all’impiego di un farmaco (sempre su consiglio medico) si dovrebbe dare la preferenza al domperidone, un principio attivo che previene e attenua la nausea.

Come per il vomito anche in caso di diarrea, nella maggioranza dei casi, non è utile fare uso di farmaci (antibiotici o “disinfettanti intestinali”) perché non contribuiscono ad una più rapida risoluzione della malattia. Un bambino può ammalarsi di diarrea (feci liquide ed un numero maggiore di evacuazioni) 1-2 volte l’anno. In genere dura 2-3 giorni e, se adeguatamente trattata, si risolve senza conseguenze. Quello che è utile fare per curare la diarrea è dare al bambino quei liquidi e quei sali minerali che ha perso con le feci. Questa cura viene chiamata “reidratazione orale” e si attua sciogliendo il contenuto di apposite bustine (che contengono zucchero e diversi tipi di sali) in determinate quantità di acqua, a seconda del peso del bambino; per un periodo di 24-48 ore, a seconda della durata della diarrea. Importante è dar da bere spesso al bambino queste soluzioni reidratanti, soprattutto nelle prime 4-6 ore dall’inizio dei sintomi (indicativamente 50 ml ogni mezz’ora nelle prime 6 ore). Se il bambino è allattato al seno, ha fame e non vomita, non c’è ragione di sospendere l’allattamento. Se invece è allattato artificialmente l’alimentazione può essere sospesa per 12-24 ore, somministrando comunque nel frattempo la soluzione reidratante. Nel bambino più grande non esiste alcuna ragione di eliminare per periodi prolungati il latte, né i cibi solidi, né tanto meno ricorrere a diete in “bianco”. Il bambino il più delle volte si “regola da solo” ed è sufficiente evitargli solo il rischio di un digiuno prolungato.

 


alcune precisazioni ulteriori su “vomito e diarrea”
da: www. kwsalute.kataweb.it

Il vomito è l’espulsione violenta, attraverso la bocca, di contenuto gastrico, quindi, di materiale digerito. Inizialmente il materiale espulso sarà rappresentato dagli alimenti digeriti, in parte o del tutto, che per ultimi sono stati ingeriti dal bambino; negli episodi successivi il materiale sarà rappresentato esclusivamente da succhi gastrici e, in seguito, se il vomito persiste, potrà assumere un colorito verdastro legato alla presenza di contenuto biliare.

Per diarrea si intende un aumento della quantità di acqua nelle feci, associato o meno ad una aumentata frequenza delle evacuazioni. Il numero delle evacuazioni può essere superiore al normale, ma può anche essere normale; l’elemento più importante da considerare è, quindi, l’aspetto delle feci, che, in caso di diarrea, saranno semplicemente di consistenza più molle o addirittura acquose, potranno contenere muco e/o residui di cibo non digerito. Con il vomito e la diarrea si ha una perdita di liquidi dall’organismo (disidratazione) che può essere più o meno intensa e che, se grave, deve essere trattata in ospedale.

Cause più frequenti

In età pediatrica queste due manifestazioni possono presentarsi separatamente, ma spesso si associano in quelle condizioni che si definiscono genericamente “disturbi intestinali” e che, nella maggior parte dei casi, hanno alla base un’infezione intestinale (gastroenteriti).
Le infezioni intestinali rappresentano uno dei motivi più comuni di richiesta di consulenza o di visita pediatrica. I germi responsabili possono essere virus, batteri e parassiti (in ordine decrescente di frequenza).
Il quadro clinico consiste in diarrea (acquosa oppure contenente muco e a volte sangue), vomito, mancanza di appetito, febbre (non sempre presente), dolori addominali.

Diarrea e vomito possono, però, essere presenti anche in caso di:
-intossicazioni alimentari
-reazioni a farmaci
-allergie alimentari
-infezioni delle vie urinarie (molto frequenti nel bambino)
-infezioni delle vie aeree (faringiti, otiti, bronchiti, polmoniti).

Più raramente, ma è da tener presente, vomito e diarrea sono presenti in caso di infezioni più gravi, come le meningiti e le sepsi, ma si associano in questo caso ad altri sintomi e soprattutto ad un aspetto molto sofferente del bambino.

Cosa fare

1. Consultare il pediatra. In presenza di vomito e diarrea, per individuarne la causa e, quindi, per effettuare il trattamento corretto, visto l’ampio numero di possibilità, è importante riferire al pediatra le loro caratteristiche, la presenza di qualunque altro sintomo (raffreddore, tosse, mal d’orecchio, mal di gola, bruciore durante la minzione, eruzioni cutanee, dolori addominali, ecc.), se il bambino ha assunto farmaci o se ha mangiato qualche alimento sospetto per allergia o per intossicazione.
2. A prescindere dal trattamento della malattia di base, il vomito e la diarrea vanno comunque trattati relativamente alla perdita di liquidi e alla disidratazione che provocano. Il pediatra stabilirà, in base alla gravità del quadro clinico, se è opportuno trattare il bambino a casa o in ospedale. Se il bambino può essere trattato a casa, la cosa più importante da fare è sospendere l’alimentazione e l’assunzione di latte per 12-24 ore e far bere al bambino bevande gradite, a piccoli sorsi se è presente vomito, ma frequentemente, in modo da reintegrare i liquidi persi. Sono presenti in farmacia delle soluzioni reidratanti che hanno una composizione specifica per queste condizioni, ma solitamente non sono gradite dai bambini per il loro sapore piuttosto salato.
3. Se è presente febbre somministrare il paracetamolo in dose adeguata al peso del bambino (vedi febbre ), tenendo presente che se è prevalente il vomito sarà più opportuno utilizzare le supposte, mentre se è prevalente la diarrea si utilizzeranno le gocce o lo sciroppo.
4. La somministrazione di altri farmaci (fermenti lattici, antibiotici) deve avvenire esclusivamente sotto prescrizione del pediatra.
5. Superata la fase acuta il bambino dovrà ricominciare a reintegrare la dieta gradualmente, reintroducendo alimenti solidi inizialmente cucinati in maniera “leggera” e, in presenza di diarrea, prediligendo gli alimenti “astringenti” (riso, patate, carote, limone, banana, mela). Evitare fritture, cibi grassi, dolci.

Angelo Vigliotti
Scritto da Angelo Vigliotti